Ultima modifica: 4 aprile 2018
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Giornata dell’orientamento

La cronaca della giornata rivolta alle classi quinte.

“E’ difficile parlare oggi di mercato del lavoro in un mondo che cambia a velocità inimmaginabile fino a un decennio fa”.

Con queste parole è stato introdotto il convegno sull’orientamento all’università e al lavoro, che si è tenuto sabato mattina nell’Auditorium dell’Istituto.

In un mondo così complesso, con la prospettiva di circa 45 anni di lavoro, come possono orientarsi i ragazzi che concludono oggi la scuola superiore e si apprestano a compiere le scelte per il fututo della propria vita?

Lo scopo del convegno, organizzato dai proff. Camisasca, Cipriano e Passoni, è stato quello di aiutare gli studenti a sentirsi protagonisti delle scelte che li riguardano, facendo conoscere loro alcuni aspetti socio-economici del territorio, informandoli sui nuovi percorsi formativi, sulle opportunità di completare la propria  formazione, ma anche dando loro la possibilità di avere informazioni sul nuovo quadro normativo del mercato del lavoro ed aiutandoli nei passi da compiere nell’inserimento lavorativo.

I relatori sono stati all’altezza delle aspettative degli studenti:  da diverse angolature hanno affrontato i vari temi: come sta cambiando il mercato del lavoro, anche dal punto di vista normativo, come avviene la selezione del personale, che cosa significa sostenere un colloquio di lavoro, come si scrive un curriculum.

Particolarmente apprezzata la relazione del prof. Roberto Strada, dell’Università di Bergamo, sugli sviluppi futuri e sulle prospettive occupazionali della meccatronica.

Accanto a voci autorevoli (la dott. Ferrante e l’ing. Agostini) anche alcuni ex-studenti hanno raccontato il modo attraverso il quale si è attuato il passaggio dalla scuola al lavoro.

Nella seconda parte della mattinata gli studenti delle classi quinte si sono suddivisi in 8 workshop (laboratori di confronto e di dialogo su temi più specifici).

In definitiva la giornata è stata una grande occasione per introdurre gli studenti delle classi quinte alla complessità che li attende,  incoraggiandoli a paragonare il proprio desiderio e le proprie attitudini con le caratteristiche del modello universitario e del mondo del lavoro.

Ma poiché  l’istituzione scolastica, da sola, non è più in grado di affrontare le sfide che i nuovi modelli culturali e occupazionali impongono, occorre porsi in ascolto di docenti e imprenditori che vivono in prima persona il mondo universitario e produttivo.